Vincenzo Guarracino

 

 

(Italia)

 

 

 

UNA GALLERIA DI VIZI E DI (POCHE) VIRTÙ

Franco Abbina tra parole e colori

 

 

 

 

 

 

Da dove nascono le immagini di Franco Abbina, il mondo lunare e apparentemente stralunato delle sue “Storie e leggende”, in pagina o sulla tela? “Non sono mai state”, certamente, lui stesso chiosa nel titolo della raccolta di apologhi e figure, edita da Gangemi Editore di Roma (prima di diventare una mostra presso la SilberGallery di Roma, tra ottobre-novembre del 2013): “non sono mai state”, partorite come sono dal suo estro, ma non siamo poi tanto sicuri che siano solo frutto della sua divertita e sulfurea fantasia. Ci rendiamo conto che la sua è una battuta ad effetto, che c’è nelle sue affermazioni una sorta di understatement che retoricamente sminuisce ma per sollecitare conferme, prese di posizione, da parte di chi entra nelle sue pagine e nei suoi quadri.

 

Ma chi è l’autore? Prima di andare avanti, diciamo subito che Franco (François?) Abbina è molte cose insieme, un vecchio giramondo della cultura, dall’aria piratesca alla Moustaki, che vanta ascendenze sefardite: già attore teatrale e cinematografico (ha recitato con mostri sacri, Sordi, Mastroianni…), cultore di musica, pittore e scrittore, ma anche imprenditore. Un uomo polytropos, di molto ingegno e di grandi e varie esperienze: un grande “dilettante”, insomma, nel senso più etimologico del termine uno cui piace il fare, il mettersi in gioco, convocando nelle sue tele-pagine un mondo molto verosimile e coinvolgente, che ti interpella.

 

 

 

 

Una volta immessi nel set dell’immaginazione dell’artista-scrittore, i personaggi infatti hanno acquistato eloquente concretezza e vita attraverso le parole e sangue attraverso i colori, iniziando un percorso che giunge fino al lettore-spettatore con sorprendente efficacia e verosimiglianza, per indurlo a pensare, a riflettere su stesso e sulle dinamiche sociali che gli fanno da contorno. Come se non bastasse, si capisce dai titoli che vengono dalla vita, dalla realtà che Abbina ha visto e sperimentato, prima di elaborarla e di dargli ospitalità nella sua fantasia prima ancora che sulla carta e sulle tele: “La visita del grande amatore”, “Ubriaco di lacrime”, “La taverna degli amori perduti”, “Elemosina rifiutata”, “Una richiesta di matrimonio”. Fino a sconfinare nel sarcasmo più sulfureo con “L’ultimo funerale: il mio” e “Lettura del testamento di Franco Abbina”.

 

 

 

 

 

 

Sulla pagina, è evidente che ciò che lo scrittore persegue, attraverso tipi umani tratti dalla quotidianità, spesso all’interno del rapporto di coppia (tanto da potersi freudianamente parlare di “romanzo familiare”), è la definizione attraverso una galleria di apologhi di un modello di umanità che si colloca nel rapporto con gli altri mettendosi a nudo, rivelando con candore vizi e difetti che il sorriso dell’autore ingentilisce e comprende. “Una ricerca di identità”, si intitola un testo emblematico, in cui si racconta di un tizio che per tutta la vita si impegna a somigliare ad altri (a Tyrone Power, Clark Gable, Humphrey Bogart, Peter O’Toole, Yul Brinner, Sean Connery), salvo accorgersi tristemente in fin di vita di non essere stato capace di non somigliare nemmeno a se stesso.

 

 

 

 

 

 

Sulla tela, gli stessi tipi si depositano in un tratto marcato, in un grafismo graffiante senza sbavature e in patine di colore netto senza mezze tinte, che rinuncia ad ogni intermediazione critica per essere percepito nel suo messaggio già pienamente esplicito nel cartigli del titolo.

 

 

 

 

 

 

Narrativa e visiva al tempo stesso, la sua è un’opera che ha in una “scrittura” rappresentativa fulminante ed essenziale il suo pregio più importante.

Gli uni e le altre, gli apologhi non meno dei quadri, danno vita a uno “spettacolo” variegato e multicolore, in tratti che ricordano di volta in volta, i primi, certe prosette satiriche e velenose alla Landolfi e Manganelli (penso ai racconti di Centuria, 1979), i secondi la penna acuminata e velenosa di Grosz, l’espressionismo di Viani, certo grafismo arcaico e grottesco di Antony de Witt, o il tratto un po’ naif di Gino Meloni, il tutto con un surplus, nell’amalgama, di una ben riconoscibile peculiarità espressiva.

 

 

Per ulteriori approfondimenti

www.francoabbina.it

 

 

 

 

 

 

 

 

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VINCENZO GUARRACINO, poeta, critico letterario e d’arte, traduttore, è nato a Ceraso (SA) nel 1948 e vive a Como.

 

Ha pubblicato, in poesia, le raccolte Gli gnomi del verso (ER, Como 1979), Dieci inverni (Book Editore, Castel Maggiore, 1989), Grilli e spilli (Fiori di Torchio, Seregno, 1998), Una visione elementare (Alla Chiara Fonte,Viganello, Svizzera, 2005); Nel nome del Padre (Alla Chiara fonte, Viganello, Svizzera, 2008); Baladas (in lingua spagnola, Signum, Bollate, Mi, 2007); Ballate di attese e di nulla (Alla Chiara fonte, Viganello, Svizzera, 2010).

 

In prosa, ha pubblicato L’Angelo e il Tempo. Appunti sui dipinti della chiesa di Ceraso, Sa (Myself, Como 1987).

 

Per la saggistica, ha pubblicato Guida alla lettura di Verga (Oscar Mondadori, Milano 1986), Guida alla lettura di Leopardi (Oscar Mondadori, Milano 1987 e 1998) e inoltre presso Bompiani, Milano, le edizioni critiche di opere di Giovanni Verga (I Malavoglia, 1989, Mastro-don Gesualdo, 1990, Novelle, 1991) e di Giacomo Leopardi (Diario del primo amore e altre prose autobiografiche, 1998). Per Book Editore (Castelmaggiore, Bo) ha pubblicato l’antologia Leopardi, 1991, e l’edizione dell’autografo comasco dell’Appressamento della morte, 1993 e 1998. Ha inoltre curato il carteggio Leopardi-Ranieri (Addio, anima mia, Aisthesis, Milano 2003), il romanzo di Antonio Ranieri, Ginevra o l’orfana della Nunziata (Aragno, Torino-Milano 2006).

 

Presso le edizioni della Vita Felice, Milano, ha pubblicato le novelle milanesi di Verga Per le vie, 2008, Libro delle preghiere muliebri di Vittorio Imbriani (2009) e Amori di Carlo Dossi (2010).

 

Per  l’Editore Guida (Napoli) ha pubblicato Lario d’arte e di poesia. In gita al lago di Como in compagnia di artisti e scrittori (2010).

 

Per la Fondazione Zanetto (Montichiari, BS, 2010), ha pubblicato una biografia di Antonio Ranieri, Un nome venerato e caro. La vera storia di Antonio Ranieri oltre il mito del sodalizio con Leopardi.

 

Ha curato le traduzioni dei Lirici greci (Bompiani, Milano 1991; nuova edizione 2009), dei Poeti latini (Bompiani, Milano 1993), dei Carmi di Catullo (Bompiani, Milano 1986 e Baldini Castoldi Dalai, Milano 2005), dei Versi aurei di Pitagora (Bagatt, Bergamo 1988; Medusa, Milano 2005), dei versi latini di A.Rimbaud, Tu vates eris (Bagatt, Bergamo 1988), dei Canti Spirituali di Ildegarda di Bingen (Demetra, Bussolengo, VE, 1996) e del Poema sulla Natura di Parmenide (Medusa, Milano 2006).

 

Ha curato inoltre le antologie Infinito Leopardi (testi di poeti contemporanei, Aisthesis, Milano 1999), Il verso all’infinito. L’idillio leopardiano e i poeti italiani alla fine del Millennio (Marsilio, Venezia 1999), Interminati spazi sovrumani silenzi. Un infinito commento: critici, filosofi e scrittori alla ricerca dell’Infinito di Leopardi (Stamperia dell’Arancio, Grottammare, AP, 2001), l’antologia Caro Giacomo. Poeti e Pittori per Giacomo Leopardi (Edizioni di Cronache Cilentane, Acciaroli, Sa, 1998) e Giacomo Leopardi. Canti e Pensieri, Baldini  Castoldi Dalai, Milano 2005.

 

Recentemente, una antologia da lui curata della poesia leopardiana, tradotta in spagnolo da Ana Marìa Pinedo Lòpez, El infinito y otros cantos, è stata pubblicata in Italia da LietoColle (Faloppio, Co, 2009) e in Spagna dall’editore Pigmalion di Madrid (2011); per lo stesso editore ha curato nel 2012 la traduzione di un’antologia pascoliana, Giovanni Pascoli. Poesia esencial, con la traduzione di Ana Marìa Pinedo Lòpez.

 

Ha curato le antologie Poeti a Como DialogoLibri, Olgiate Comasco 2002) e L’AltroLario (Editoriale Como, Como 2004) e inoltre Ditelo con i fiori. Poeti e poesie nei giardini dell’anima (Zanetto Editore, Montichiari, Bs, 2004) e Parliamo dei fiori (ibidem, 2005).

 

Ha curato per Book Editore (Ferrara 1995) l’antologia delle poesie di Roberto Sanesi L’incendio di Milano e per La Vita Felice (Milano 2009) Dieci poemetti dello stesso autore. Nel 2010 ha curato l’antologia delle poesie dell’artista Agostino Bonalumi, Alter Ego (Ferrarin Incontri d’Arte, Legnago, VE).

 

Per la critica d’arte, si è occupato dell’opera, tra gli altri, di Luca Crippa (Castelli di carta. Tra disegni, collages e polimaterici di Luca Crippa, 2002), di Giorgio Larocchi (Sulle tracce di un “disegno perduto”. Giorgio Larocchi pittore, 2007) e di Mario Benedetti (In un regno notturno e labirintico, 2008).

 

È inoltre autore di una monografia sul regista e drammaturgo Bernardo Malacrida (Il teatro tra passione e missione, 2008) e della biografia di Antonio Ranieri (Zanetto Ed. Montichiari, Bs, 2009).

 

Nel campo dell’editoria scolastica, ha curato l’antologia latina per i bienni delle Scuole Superiori Giorni e sogni latini (Ediermes, Milano 1994, poi Zanichelli 2000),  e, assieme a L. e M.T. Sciolla e a F.Stella, la storia della Letteratura Latina Litterae (Minerva Italica, Milano 1996) e l’edizione commentata dei Carmi di Catullo (Signorelli, Milano 2006). Ha pubblicato per l’Editore Signorelli (2005) un’antologia dei Carmina di Catullo.

 

È stato responsabile della collana dei Classici Tascabili dell’Editore Bompiani. È Presidente del Comitato comasco della Società Dante Alighieri. Collabora, come critico letterario e d’arte, a quotidiani e periodici.

 

 

 

 

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