Stefano Pastor

 

 

 

(ITALIA)

 

 

Mahnmal

 

I

Remote rimbombanti
Esplosioni
Scandivano lenti
Pomeriggi
Infanzia screziata
Di malinconie
Avvolta dal
Protettivo sguardo
Rassegnato di donne
O ancora gravido
Di speranze

Sgretolato teatro
Aggredita erosa
Calcarea montagna
In lontananza

Cipressi stagliati
Perduto cielo
Riempivano di
Mesta fratellanza
Occhi di fanciullo

Pesantezza di crepuscoli
Rapiva col giorno
Il mondo vivo
In ciò che più
È di me
Indicibile
Indelebile

Affetti che segnano
Aprono a vita

L’incombere
D’inevitabile
Destino
Non fu
Adulto

 

 

 

 

II

Sabbiosa sensazione
Spavento avvampa
In fondo al ventre
Testimoni e vittime
Di folle contegno
Sorda violenza
Incontrollata, osservata
Dal basso
Occhi di fanciullo
Lacrime materne
Consolatorie
Infine

 

 

 

 

III

Non scomparvero mai veramente
Le spranghe nere come il lutto
Come il vuoto di giustizia
Di libertà negata per sempre
Molti hanno creduto alla stanca violenza
Ad arte dipinta dal potere post-fascista
Le kappa sui muri sono ormai cancellate
E ancora il potere ha gli stessi nomi
Non scomparvero mai veramente
Tenute in serbo dai reparti speciali
Speciali, cresciuti in seno
A uno stato che si credeva democratico,
Di polizia, ed altre forze dell’ordine
Furono gli anni che furono con il disordine
Della vita nell’aria piena di meraviglia
Di domeniche piene di strade piene di gente
Senza automobili primi segni di speranza
In una falla del sistema, disumano baratro
Delle fedi irrise dal denaro
Non scomparvero mai veramente
Durante i decenni di ordine che le stragi
Le spranghe stesse, il terrore provocarono
La vuota quiete della menzogna mediatica
Nel quale il potere si consolidò:
Uccisi i popoli, il controllo è totale.
Non scomparvero mai veramente
Riappaiono ancora, sotto gli occhi
La complicità dello Stato spaccando
In sangue ciò che resta di umano
La festa non ha più le strade deserte
Ma automobili catturate dai filmati
Ammiccanti. Il trionfo del potere che
Prende tutto fingendo di dare.
Ma la piazza nuova è vuota e interdetta al
Traffico privato. Dai vetri di autobus fermi
Scorgo i tratti residui di antichi gesti contadini
Nei lavoratori provenienti dalle campagne in città
Come nelle città dell’Est senza libertà
Guardo il mio paese fatto regime nella desolazione
Di quei defunti contadini e delle spranghe tricolori

 

IV

Partigiani

Partono
Intraprendono
Uno dopo l’altro
Gli ultimi superstiti
L’estremo transito

Lasciano
Le loro impronte
Perdute
Sulle arse
Desolanti colline
Dei nostri
Turpi
Giorni

 

 

 

 

V

Sbiadito coro di voci della memoria
Effigi sepolcrali luce d’un tempo
Perduto impressa nell’incombente coro
Sbiadito di voci, urla
Urlano i vagiti già spenti nella pietra
1827
1855
1874
1889
1901
1942
1961
Luce impressa nel coro sbiadito di voci, urla
Scandiscono implacabili le lancette del tempo
L’irreversibile nella pietra
1889
1934
1948
1969
1971
1998
2005
Ovunque chi resta esercita il ricordo
Piccola spina di rosa
Contro le tragiche intemperie
Dell’esistere
Segnati

 

VI

Mahnmal

Biancastro cielo piange migliaia
Di blocchi di pietra scura
Piange ogni strada, albero
Ogni cosa si fa lacrime, pietra
Trionfale trascolora in liquida
Immagine della mente. Memoria
Desolato rimpianto implora
Nefasto passato orrenda colpa
Al cospetto del freddo cielo
D’algide lacrime piangente

 

 

 

 

 

 

 

 

 

_______________________________________

 

www.stefanopastor.com

 

Stefano Pastor, violinist, composer
« A poet on violin »
Sabine Moig – Jazzosphere (France) n. 33 – November 2007

« Stefano Pastor’s muscular violin playing (…) is just as impressive »
Dan Warburton – Paris Transatlantic Magazine (USA) – Autumn 2009

« It sounds effortless but it has been in fact a laborious road »
Karla Cornejo – All About Jazz – NY (USA) – September 2009

« Pastor pulls out from the violin an original and powerful voice: a scratch which doesn’t resound but wounds; which doesn’t drag harmonics but minute drops of blood »

Giuseppe Dalla Bona – Musica Jazz n.1 year 64 – January 2008

« Pastor’s sound is tight and sharp,a quiet scream of courage »

Guido Festinese – Alias n.26 anno 11 – Il Manifesto – June 28 2008

Voted “Best Instrumentalist of the Year” (Miscellanea Category) at Top Jazz 2010 and 2011, the prestigious Italian critics’ pool by Musica Jazz Magazine, Stefano Pastor has a really unique sound and his music is oriented to the research and improvisation. He has graduated in violin and, with full marks, in Jazz; he has attended masters with Piero Farulli, Enrico Rava, Dave Liebman.

On 1982 he won the contest « Laboratorio Lirico Sperimerntale » in Alessandria (IT) and also won the 2nd prize at the prestigious “Rassegna Giovani Musicisti” in Cervo (IT) on 2005. The “Jazz Lighthouse” association, in collaboration with the Genova Commune, awarded to Pastor a special prize “for the research of new expressive ways in jazz music” on 2006.

He played classical music at the beginning of his career as first violin of the string quartet « Leon Battista Alberti » along six years, and working with a lot of symphonic and chamber orchestras, in many important theatres, sharing the stage with artists like Josè Carreras, Cecilia Gasdia, Daniele Gatti, Massimo De Bernart and making several discs and recordings for the Italian National Radio (RAI). He also made discs with the art-rock group Picchio dal Pozzo and with the popular singer-song-writer Paolo Conte.

At the present he devotes himself entirely to jazz music performing with a lot of important jazz musicians like Borah Bergman, Harry Beckett, Franco Cerri, Dominic Duval, Ken Filiano, George Haslam, Ratzo Harris, Tristan Honsinger, Joe Morris, Satoshi Takeishi, Kash Killion and many others.

He recorded several CDs as a leader working with labels like Silta (IT), Slam (UK) and Mutable Music (USA), and taken part to many recordings as a sideman.

His works was reviewed enthusiastically in Europe, America and Canada and he got a lot of dedicated interviews, articles, and broadcast by magazines and radios in Italy, France, Sweeden, UK, USA, Argentina.

The prestigious American review All About Jazz – NY voted his CD with Borah Bergman “Live at Tortona” as “Best New Release 2009 – Honorable Mention ».

He toured in Italy, Germany, France, UK, Belgium, Czeck Republic, Russia, USA as a soloist with various groups, performing at several important festivals, theatres and clubs.

He collaborates with the visual artist Roberto Masotti, with the poets Steve Dalachinsky, Anthony Barnett, Mark Weber, Erika Dagnino and he published himself poems inside some CDs.

He published the violin improvisation treatise with attached CD “ViolinJazz” (Casa Musicale Eco – 2008) and writes articles for the reviews SuonoSonda and Quaderni d’Altri Tempi.

He also devotes himself to teaching from many years and collaborated with the « Verdi » Conservatory in Milano as teacher and with the Seminari di Siena Jazz as assistent.

 

 

Articles similaires

Tags

Partager