Ruxandra Niculescu

 

 

 

(Romania- Svizzera)

 

 

(versione italiana di Geo Vasile)

 

Le lancette delle galassie

Forse un tuo ciglio

come un’antenna d’insetto

del cretaceo

e il coccio pietrificato

della mia lacrima

si mettono a vorticare

nella clessidra di buio

fino a quando

con un cigolio

d’assi arrugginiti

si muovono le lancette

delle galassie

e una nuova morte

comincia.

 

Intimità

Mi sei tanto vicino

come un coltello

in una piaga

da non sapere

dove inizi tu

e dove finisco io

chi è la piaga

chi è il coltello?

 

Lo scritto delle nervature

L’indecifrabile scritto

delle nervature

nella biblioteca

del bosco.

Nella tiratura

miliardaria

delle foglie

una poesia

priva di parole

impossibile

d’essere distrutta

tramite lettura.

 

Acero, come dici

nel tuo idioma

morte?

 

Il silenzio

Salendo a modo dei vecchi

i gradini

viene ogni giorno

a vedermi

 

Dalla finestra

aperta

guardiamo la luna

mentre falcia

la spiga

del sole.

 

“Non preoccuparti,

sto bene

di là,

solo che un silenzio

assordante

non mi lascia dormire”.

 

Assenza

Lui non può essere

palpato

odorato

o assaporato –

il vino e il pane

sono solo metafore.

Lui non è che una parola:

raggi di lettere

svolazzanti per l’aria.

 

Lo so, ho risposto

mentre

m’inginocchiavo

dinanzi

alla sua

schiacciante

assenza.

 

La trappola

Volendo prendere

la poesia

nella trappola

delle parole

non ho preso

che la scia

di sangue

della sua fuga.

 

La vecchia fotografia

Senza tregua mi guarda

dalla vecchia fotografia

come tramite una finestra.

 

Ringiovanita

dalla morte

come se

lei

fosse

ora

la figlia.

 

Rimarranno i libri

 

              “Altri si vantino

              delle pagine scritte –

              Io sono fiero di quelli

              che ho letto.”

              (Jorge Luis Borges)

 

Dopo di me

rimarranno i libri

altrui

nei feretri degli scaffali

sul mio tavolo

di un bianco cadaverico

il coltello della matita

sognando

il sangue delle lettere

il fantasma della parola

mai più

scritta.

 

Il mare

Pur senza palpargli

la nitida chioma dell’onde

avverto la ferocia

della sua bellezza

bollata

a fuoco

nelle mie mani.

 

Ultima sbornia

Assetati

ci riempiamo

un’ultima volta

i calici degli occhi.

 

Io rimango

nelle catene della carne –

tu te ne vai

barcollando

per il vino

dei miei occhi.

 

 

 

 

 

 

 

 ____________________________________________

 

Ruxandra Niculescu:

nata a Bucarest nel 1949, Laureata della Facoltà di Lingua e Letteratura Romena dell’Università di Bucarest, redattore presso l’Editrice Minerva fino a 1979, anno in cui lascia la Romania per trasferirsi in Germania e poi in Svizzera dove risiede tuttora.

Pubblica poesie, prosa, saggi, traduzioni su riviste letterarie e stampate in Romania e in Germania.

Raccolte poetiche

in romeno:

– Meseria exilului, București,1998 (Il mestiere dell’esilio)

– Oglinzi părăsite, București, 2001  (Specchi abbandonati)

e in tedesco:

– Die Zeremonie der Erinnerung (La cerimonia del ricordo), Kassel,1989.

 

Sue poesie sono state tradotte in giapponese, italiano, lituaniano, sloveno e ceco.

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