Erika Dagnino

 

 

(Italia)

 

 

 

CONTRO L’IGNORANZA, PER LA LIBERTÀ.

 

Tuttavia gli oppressi, accomodati e adattati,

“immersi” nell’ingranaggio della struttura dominante,

 temono la libertà, perché non si sentono capaci

di correre il rischio di assumerla.

 

Freire, “La Pedagogia degli Oppressi”

 

 

 

“ La premessa ovvia è che siamo tutti ignoranti, la conoscenza non significa onniscienza, ma avere gli strumenti per decodificare il mondo in cui viviamo. Perciò diverso è difendere il socratico so di non sapere, quindi cerco di colmare la mia ‘ignoranza’, dal difendere l’ignoranza come forma statica di indolenza, di inconsapevolezza dei propri limiti. L’ ‘ignoranza indolente’ determina una incapacità sostanziale di possedere proprio quegli strumenti necessari per acquisire conoscenza e per prendere conseguenti decisioni consapevoli. Se storicamente l’ignoranza è sempre stata coltivata da e nei regimi totalitari e dittatoriali, oggi serpeggia e dilaga nelle nostre società (pseudo) democratiche. Tali sistemi vedono nell’ignoranza una facile soluzione di controllo sociale e il pericoloso confine tra ‘coltivare l’ignoranza’ e ‘lasciare che l’ignoranza si diffonda’ è sempre più labile.” Così Nicla Vassallo e Sabino Maria Frassà nel recente “Appello contro l’ignoranza” http://amanutricresci.com/nicla-vassallo-sabino-frassa-appello-contro-ignoranza-canto-del-cigno-occidente/

 

Nell’attuale epoca di finta democrazia mediatica l’appiattimento sembra essere la via maggiormente frequentata. Sensibilità e personalità creative particolari vengono più spesso che meno tagliate fuori tramite quello che è un vero e proprio processo di ridimensionamento dell’alterità. Non c’è nemmeno più una sorta di caccia alle streghe, ma al tempo stesso si è feriti, in alcuni casi a morte anche se si continua a esistere fisicamente e mentre chiunque può fare le proprie esternazioni per farsi personaggio (con tutti gli infortuni linguistici del caso) in un clima che più che democratico è in realtà di imposizione, anche molto larvata; oltre che svilente in quanto rende tutte le cose importanti inesistenti e le cose non importanti esistenti. Ed entro uno stato delle cose doppiamente nocivo: i soliti sotto i riflettori si rimpallano gli applausi, l’uno facendosi corifeo dell’altro.  E se è vero che la sorte è diventata comune, in certi casi i dati geografici possono avere ulteriormente la loro innegabile influenza. Tutto ciò è una grande sofferenza, al singolare e al plurale. Emozione che non coincide affatto con il percepirsi per così dire incompresi (appellativo rassicurante alla parte che al giorno d’oggi detiene il controllo del linguaggio e sull’individuo drappeggiandosi poi con tutta una serie di valori collettivamente rispettosi). Ma siamo negli anni in cui la sofferenza  riconosciuta è quella imposta da programmi televisivi, e non solo, dove non sembra esserci nulla di consapevole e di coscientizzato negli scambi umani, e che da troppo tempo fanno storia, lezione e soprattutto importanza; addirittura psicologizzando: azione che corrisponde a neutralizzare e depotenziare l’eventuale carica emozionale. Passando il tempo autenticità e consapevolezza rischiano di scoppiare come palloncini o di fluttuare a vuoto proiettate nel cielo degli interrogativi. E se  la vita è un tentativo, se l’uomo è per sua stessa natura destinato all’incompiutezza,  è per la stessa ragione predisposto a porsi radicalmente di fronte a sé stesso, in divenire con se stesso e con l’altro, in rapporto con sé e con il proprio operato, non solo come atto meccanico, per venire incontro alle radici profonde e fonde della persona e dello stare col mondo.

 

“L’Appello” dunque potrebbe, e forse dovrebbe, essere percepito come un richiamo a spendere le proprie energie psichiche, fisiche, spirituali spinti dall’intramontabile intuizione di possibilità altre. E poiché tutto è il contrario di tutto, non negandosi in quella profusione l’eventuale smentita o conferma di un senso di estraneità al mondo; né rinunciando a schermarsi, talvolta, mandando nel mondo stesso una sorta di, seppur sensibile e cosciente, visibile ed agente, fantasma di sé stessi. Ma sempre saggiando l’ampliamento dei propri confini e affermando la propria in divenire consapevolezza del mondo.

 

 

 

 

 

 

 

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BIO

Nicla Vassallo – Full Professor – Theoretical Philosophy

 

 

Laureatasi in filosofia presso l’Università di Genova, ove oggi viene considerata tra gli alunni più celebri, Nicla Vassallo decide di specializzarsi all’estero, presso il Dipartimento di Filosofia del King’s College London dove, sotto la guida di numerosi filosofi analitici e ora colleghi, quali Chris Hughes, David Papineau, Mark Sainbury, Anthony Savile, Scott Sturgeon, approfondisce le materie principali dell’intera filosofia, ovvero l’epistemologia, la logica filosofica, la metafisica. Un debito particolare, la studiosa lo deve ad Anthony Savile, che le insegna a amare Cartesio, attraverso una lettura critica, in senso positivo e negativo, delle Meditazioni metafisiche. Obbiezioni e risposte, in cui lei, ancor giovane, apprende cosa significa fare filosofia, ovvero scrivere le proprie tesi e poi accettare ogni obiezioni a esse, nel tentativo di replicare. Tale modo di applicarsi su Cartesio rappresenta per lei una vera e propria folgorazione, che mai dimenticherà. Dopo il Doctor of Philosophy (PhD or DPhil) in Filosofia della scienza, lavora dapprima come research fellow e in seguito come ricercatore, ottenendo nel frattempo un’abilitazione all’insegnamento della Filosofia della Scienza presso l’Università di Catania e un’abilitazione all’insegnamento della Filosofia Teoretica presso l’Università di Bergamo. Dal 2003 al 2008 è professore invitato presso la Facoltà di Psicologia dell’Università Vita-Salute San Raffaele, in cui tiene il corso di epistemologia della psicologia e della psicoanalisi. A soli quarantadue anni (età considerata assai giovane in campo umanistico nazionale, specie per una donna, e a ciò si deve la ragione per cui viene, per qualche tempo, considerata un enfant prodige), ovvero nel 2005, Nicla Vassallo è professore ordinario presso il Dipartimento di Filosofia, attualmente Dafist, dell’Università di Genova, ove insegna dapprima Propedeutica filosofica e Filosofia della conoscenza, per approdare infine all’insegnamento di Filosofia teoretica. Nicla Vassallo fa a lungo parte del corpo docente del dottorato di ricerca in Filosofia all’interno della medesima Università e, da alcuni anni, del corpo docente del dottorato “Fino”, un consorzio dell’Italia del nord-ovest, a cui partecipano i seguenti atenei: Università degli Studi del Piemonte Orientale; Università degli Studi di Genova; Università degli Studi di Pavia; Università degli Studi di Torino. All’attività di studio e di didattica, Nicla Vassallo accompagna sempre un’intensa attività di ricerca che riversa in molteplici pubblicazioni in italiano e in inglese, nonché un’indefessa attività di conferenziera, in Italia e altri paesi. Non disegna mai l’alta divulgazione, conferendo lezioni magistrali a Festival importanti, quali il Festivalfilosofia, e scrivendo di cultura per quotidiani, riviste, sia in forma cartacea, sia online. Ha vinto il premio di filosofia “Viaggio a Siracusa” nel 2011. In quanto appartenente, in qualità di professore ordinario, al settore di Filosofia Teoretica, è stata classificata dalla VQR (Valutazione della qualità della ricerca) al primo posto sul piano nazionale per gli anni 2004-2010. Dati i suoi interessi di ricerca, è stata chiamata a far parte di numerosi Consigli Scientifici, sia di Fondazioni, sia di riviste filosofiche nazionali e internazionali, nonché a essere associata CNR.

 

Biografia tratta dal sito:

 

 

Nicla Vassallo terrà parte alla rotonda “OLTRE L’IGNORANZA” all’interno di “POMERIGGIO OLTRE” che si terrà il 13 gennaio a Roma.

 

 

 

 

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BIO – ERIKA DAGNINO

 

 

Attività letteraria e musica, performance e scrittura si intrecciano profondamente nell’attività artistica di Erika Dagnino. I suoi più recenti lavori sono stati pubblicati in Italia, Inghilterra e America.

 

Tra le sue collaborazioni si segnalano quella con il violinista Stefano Pastor, con cui nel 2007 ha pubblicato per l’etichetta inglese Slam l’opera multimediale Cycles, con il musicista e artista visivo Andrea Rossi Andrea, con il sassofonista inglese George Haslam, il pianista e compositore americano Chris Brown; con il poeta e musicista inglese Anthony Barnett e il poeta americano Mark Weber.

 

Suoi i testi del booklet (tradotti in inglese da Marco Bertoli) realizzato per il box di sei cd dell’Anthony Braxton Italian Quartet, Standards (Brussels) 2006, pubblicato nel 2009 (Amirani Records).

 

Collabora a riviste letterarie e di cultura tra cui Quaderni d’Altri Tempi (I), Levure Littéraire (FR), First Literary Review-East (NY), e alla rivista di ricerca musicale Suono Sonda. Per le edizioni della Casa Musicale Eco pubblica nel 2010 il libro di interviste a musicisti professionisti da diversi Paesi, Nel gesto, nel suono. La percezione/decifrazione dell’evento musicale. Nel 2012 pubblica per l’etichetta inglese SLAM il CD in quartetto – con Pastor, Haslam e Steve Waterman – intitolato Narcéte.

 

Ha compiuto tour in Italia, Francia, Inghilterra, USA partecipando, tra gli altri, ad eventi quali Clusone Jazz Festival (I), Phonetica Jazz Festival Maratea (I), Fiera del Libro di Torino (I), The Evolving Voice Series (USA), The Abingdon Arts Festival (UK), Oxford Jazz Master Series (UK), COMA Show at ABC No-Rio (USA), The October Jazz Revolution Festival  NYC (USA).

 

Ha tenuto e tiene tuttora performance poetico-musicali a New York con musicisti quali Ken Filiano, Steve Dalachinsky, Dominic Duval, Satoshi Takeishi, Ras Moshe, per citarne alcuni, esibendosi, tra gli altri, in spazi quali Down Town Music Gallery, Bowery Poetry Club, The Brecht Forum e The Stone. Ha fondato a New York l’ Erika Dagnino Quartet insieme a K. Filiano, R. Moshe, J. Pietaro  di imminente pubblicazione il cd Signs registrato al 17th Frost Theatre in Brooklyn nel novembre 2012.  È membro della Dissident Arts Orchestra e del Radical Arts Front in New York City. Further information and material at:

 

 

www.erikadagnino.it

 

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